Il regista italiano Tinto Brass è morto a 93 anni. Sua moglie, Caterina Varzi, e i figli, Bonifacio e Beatrice Brass, hanno annunciato la sua morte all’agenzia di stampa italiana ANSA mercoledì.
Nato a Milano e cresciuto a Venezia, Brass entrò nell’industria cinematografica a Parigi, lavorando come montatore e archivista alla Cinémathèque. Dopo essere tornato in Italia, lavorò come montatore e assistente alla regia per Roberto Rossellini. Il suo approccio sperimentale gli valse in seguito la reputazione di cineasta e, nel 1964, su richiesta di Umberto Eco, realizzò due cortometraggi sul linguaggio visivo per la Triennale di Milano.
Negli anni Settanta Brass si dedicò al cinema erotico, esplorando i legami tra sesso, potere e denaro. Disse di considerare l’erotismo centrale per l’espressione umana e per la rappresentazione delle donne. Tra i suoi film figurano Salon Kitty, uscito nel 1976, e Caligola, la controversa produzione del 1979 con Malcolm McDowell, Helen Mirren, Peter O’Toole e John Gielgud.
Brass riscrisse la sceneggiatura di Caligola di Gore Vidal per includervi materiale esplicito. In seguito disconobbe il film, dopo che il produttore Bob Guccione aggiunse scene di sesso non simulate senza il suo permesso. Uscito nel Regno Unito e negli Stati Uniti nel 1980, accreditava Brass soltanto per la «fotografia principale». Nel 2023 ne fu presentato un nuovo montaggio, ma Brass non vi prese parte e non lo approvò.
Negli ultimi anni Brass ha vissuto a Isola Farnese, fuori Roma. Nel 2017 ha sposato Varzi, che ha anche curato il suo archivio. In un’intervista in occasione del suo 90º compleanno, disse di volere che le sue ceneri fossero disperse nella laguna di Venezia.
Fonti: The Guardian Film.
