Il prossimo film di Siân Heder dopo «CODA» è «Being Heumann», un dramma sull’attivista per i diritti delle persone con disabilità Judy Heumann e sulla campagna per dare attuazione alla Sezione 504 del Rehabilitation Act del 1973. Apple prevede di distribuire il film in alcune sale il 6 novembre e su Apple TV il 13 novembre.
Con l’attrice britannica Ruth Madeley nel ruolo di Heumann, il film segue l’attivista mentre guida le persone con disabilità nelle proteste, tra cui un’occupazione di un mese del Federal Building di San Francisco. Heder ha co-scritto la sceneggiatura con Rebekah Taussig, basandosi sull’autobiografia di Heumann.
Heder ha detto che la storia di Heumann l’aveva colpita già prima che «CODA» vincesse l’Oscar come Miglior film. Aveva conosciuto per la prima volta l’attivista grazie al documentario «Crip Camp» e aveva iniziato a lavorare al progetto anni prima che Heumann morisse, nel marzo 2023. Heder ha detto che quell’esperienza le aveva lasciato la sensazione di avere la responsabilità di raccontare la storia e onorare l’eredità di Heumann.
La regista ha detto di aver voluto evitare un biopic convenzionale o un film che sembrasse un compito educativo. Ha invece presentato il progetto come una storia dal ritmo serrato e umoristica, descrivendola come «Quel pomeriggio di un giorno da cani» con persone con disabilità. Nel cast ci sono interpreti con disabilità, molti dei quali esordienti, insieme a Mark Ruffalo nel ruolo di Joseph Califano, il funzionario federale responsabile della firma dei regolamenti che avrebbero dato attuazione alla Sezione 504.
Heder ha detto che il progetto rappresentava una sfida: era un film in costume, richiedeva un cast corale numeroso e aveva un budget più consistente di quello di un tipico film indipendente. Ha inoltre descritto il lavoro pratico necessario per rendere una produzione accessibile a persone con disabilità diverse, compresi l’adattamento delle sceneggiature e la pianificazione della comunicazione per gli interpreti sordi e ciechi.
Per il ruolo principale, Heder cercava un’attrice capace di trasmettere molto più del fatto che Heumann usasse una sedia a rotelle, tra cui il suo umorismo, la schiettezza e la determinazione. Ha detto che Madeley ha portato l’intelligenza, l’ironia e la vulnerabilità che cercava. Il film mostra inoltre Heumann come una leader energica, che dovette imparare a fidarsi degli altri e a coinvolgerli, anziché rappresentarla come un’icona immutabile.
Heder ha detto di aver visto nel film un’opportunità per sfruttare l’attenzione e il sostegno dell’industria ottenuti dopo «CODA» al fine di raccontare una storia che, a suo avviso, altrimenti sarebbe stata difficile da finanziare. Voleva che il risultato fosse coinvolgente e mostrasse come Heumann abbia aiutato le persone con disabilità a contestare l’esclusione e a rivendicare pari diritti.
Fonti: IndieWire.