Blockhead di Matt Harlock è un rapido thriller indipendente britannico sull’ambizione letteraria, l’insicurezza e il fascino pericoloso di un alter ego più deciso. Attingendo alla familiare idea del sé diviso di Robert Louis Stevenson durante la scrittura di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, il film colloca quel conflitto nel mondo letterario contemporaneo.
Danny Horn interpreta Will Mercer, un romanziere affermato il cui esordio, A Random Act, lo ha reso uno dei beniamini della BritLit. La sua difficoltà nel portare a termine un secondo libro minaccia le sue relazioni, la rappresentanza professionale e la reputazione pubblica. In cerca di rifugio nella soffitta di un amico, Will incontra Mikey, un muratore carismatico e fisicamente imponente interpretato da Joe Sims.
Mikey diventa sia un compagno improbabile sia una fonte d’ispirazione. Mentre Will acquista fiducia, comincia a dedicarsi a temi sempre più cupi, tra cui l’irruzione in casa e l’omicidio. I suoi discorsi sempre più estremi agli studenti di scrittura creativa attirano anche un’ammiratrice protetta, mettendo in luce l’influenza della posa letteraria e l’appetito del mercato per scrittori suppostamente “conflittuali” e “pericolosi”.
Harlock usa la storia per satireggiare l’idea del romanziere cattivo ragazzo, chiedendosi quanta aggressività si possa davvero esercitare da dietro un laptop. Lo stile visivo del film rafforza quella tensione attraverso maschere, schermi e il contrasto tra l’atmosfera scarna, da pagina bianca, dell’alloggio di Will e il mondo più oscuro in cui entra.
Horn restituisce la combinazione di spacconeria e insicurezza di Will, mentre Sims interpreta Mikey come una forza capace di infrangere le pretese più grandiose dello scrittore. Il film include una suggestiva immagine hitchcockiana con lucine decorative e una vittima che cade da un balcone, insieme a una struttura visiva simmetrica che collega i suoi diversi livelli.
Sebbene un viaggio allucinogeno a metà film sembri giustificato solo in parte dal suo riferimento a Coleridge, Blockhead resta un’opera prima intelligente ed efficace. La sua struttura da thriller e il taglio comico offrono a Harlock lo spazio per esaminare il machismo letterario senza presentare la trasformazione di Will come una semplice forma di emancipazione.
Fonti: The Guardian Film.