Il Marito di Vimini interpretato da Alexander Skarsgård è diventato un’improbabile sensazione su internet. I commenti sul personaggio hanno incluso paragoni con i mobili da giardino e battute sul «materiale da marito», ma i cestai si stanno concentrando su una domanda più tecnica: perché il personaggio non è fatto né di salice né costruito usando tecniche tradizionali di intreccio?
Deborah Needleman, ex direttrice della rivista T e oggi cestaia, ha sollevato la questione su Instagram. Si è chiesta perché un personaggio descritto come di vimini e creato in un villaggio di pescatori inglese non fosse realizzato con salice o giunco. In seguito, oltre 100 altri cestai si sono uniti alla discussione.
L’Oxford English Dictionary definisce il vimini come sottili pezzi di legno attorcigliati insieme per realizzare cesti e mobili. Eleanor Morgan, consulente commerciale della Worshipful Company of Basketmakers di Londra, ha detto che il termine si riferiva storicamente a ramoscelli flessibili o vimini, sebbene oggi il suo uso sia meno strettamente associato al salice.
Parte del dibattito riguarda l’aspetto del personaggio. Lewis Prosser, cestaio di Cardiff, ha detto che il costume non era il modo in cui avrebbe affrontato il compito, anche se non lo considerava di per sé un difetto. Ha spiegato che la cestineria può comprendere tecniche a spirale, a treccia oppure con pioli e trama. Gli oggetti tradizionali in vimini userebbero di solito quest’ultima tecnica, mentre il Marito di Vimini sembra essere intrecciato a treccia.
Il costume è stato creato da Joe Dunckley e da una squadra di 80 specialisti presso il laboratorio Wētā in Nuova Zelanda. Poiché il personaggio di Skarsgård è senziente ma fatto di vimini, la squadra ha dovuto progettare una struttura indossabile in grado di sostenere il movimento e la recitazione. Ha prodotto 50 elementi corporei a incastro usando un elastomero termoplastico simile alla gomma, stampato in 3D con un intreccio personalizzato e fissato a una tuta di spandex. Il processo è durato 18 mesi e ha incluso anche 10 protesi facciali.
Dunckley ha detto che il vero salice non era pratico per il costume, paragonando la scelta all’uso, da parte dell’industria cinematografica, di materiali che imitano armature e armi invece di affidarsi a vero acciaio o a vere spade. La squadra ha realizzato un calco in 3D di Skarsgård, così che il pubblico potesse continuare a riconoscere l’attore nella forma simile a un cesto. Il design del volto è stato modellato per preservare la sua espressione distintiva, mentre fibre di lino neozelandese sono state usate per i capelli, la barba e le ciglia.
L’ambientazione del film complica ulteriormente la questione dell’autenticità. Sebbene Olivia Colman e gli altri abitanti del villaggio usino una serie di dialetti britannici, Wicker non è ambientato in Inghilterra. Dunckley ha suggerito che il cestaio interpretato da Peter Dinklage potrebbe aver appreso le tecniche da artigiani di tutto il mondo. Prosser ha detto che un costume più legato al luogo avrebbe idealmente rispecchiato le piante locali, con il salice adatto al Regno Unito e l’erba sparto più indicata per la Spagna.
Dunckley ha accolto con favore l’attenzione della comunità dell’intreccio, dicendo che era inevitabile che artigiani esperti notassero le carenze di un’interpretazione fantastica della loro arte. Morgan, nel frattempo, ha indicato le numerose scene del film legate ai cesti come compensazione per chi cerca esempi più tradizionali.
Prosser ha detto di essere lieto che Wicker abbia attirato l’attenzione sulla cestineria, soprattutto perché alcune competenze tradizionali sono a rischio. L’interesse online ha inoltre portato a numerosi tutorial per costumi in vimini, comprese guide per realizzare gli elementi distintivi sui capezzoli del personaggio. Skarsgård ha definito quelle parti il migliore elemento della tuta e ha regalato il proprio paio al conduttore televisivo Graham Norton, descrivendole come esempi di straordinaria maestria.
Fonti: The Guardian Film.