“The Greatest” di Amazon Prime Video ripercorre l’ascesa iniziale di Muhammad Ali in un dramma di otto episodi realizzato in collaborazione con l’eredità di Ali. Creata da Ben Watkins, la serie inizia con la vittoria della medaglia d’oro di Ali alle Olimpiadi del 1960 e si conclude poco dopo che questi sconfigge Sonny Liston e conquista il titolo dei pesi massimi. Tutti gli otto episodi debuttano il 4 novembre.

Il debuttante Jaalen Best interpreta Ali, con Giovanni Ribisi nel ruolo dell’allenatore Angelo Dundee, Dana Gourrier in quello della madre di Ali, Odessa, e Michael Ealy in quello di Malcolm X. Lonnie Ali, moglie di Ali al momento della sua morte, è produttrice esecutiva insieme a Michael B. Jordan e Shawn “Jay-Z” Carter. Watkins ha detto di avere in mente tre stagioni, con l’ultima ambientata a metà degli anni Settanta, intorno alla vittoria di Ali su George Foreman.

La serie presenta l’abilità pugilistica di Ali attraverso la sua famiglia e la sua infanzia. La sicurezza del fratello maggiore, l’amore e la fede della madre e la visione artistica del padre sono descritti come influenze sul pugile che diventerà. Omari Hardwick conferisce al padre di Ali, Cassius Sr., un misto di fascino e amarezza, ritraendo un uomo orgoglioso del figlio ma tormentato dalle proprie ambizioni frustrate e dalle abitudini autodistruttive.

L’attenzione alla famiglia offre alla serie alcuni dei suoi momenti più riusciti. Il rapporto di Ali con Odessa si sviluppa nel corso della stagione, mentre la sua amicizia con Malcolm X prende forma attraverso piccoli momenti di reciproco riconoscimento. La serie dà inoltre rilievo alla rivalità di Ali con Liston. Amin Joseph infonde tenerezza a un personaggio segnato da un’infanzia difficile e dalla denigrazione pubblica, rendendo particolarmente efficace il contrasto tra i due pugili.

Best è autorevole nel ruolo principale: coglie la crescente teatralità di Ali e, al tempo stesso, trasmette la determinazione che vi sta dietro. Anche Gourrier e Joseph offrono interpretazioni memorabili. Le loro prove aiutano la serie a creare un legame emotivo, anche se la storia segue il percorso familiare di un biopic e talvolta si affida a una narrazione ampia e diretta.

La rappresentazione è notevolmente levigata. La serie sottolinea le qualità nobili di Ali e non esplora fino in fondo gli aspetti più complessi della sua vita privata. Anche il fratello Rudy, interpretato da Kai Parham, è poco approfondito, nonostante la sua vicinanza ad Ali e il ruolo che ha nel loro comune percorso spirituale. Queste scelte lasciano aperti interrogativi su quanto la prosecuzione prevista affronterà tale complessità.

Per ora, “The Greatest” riesce soprattutto come ritratto dei primi anni di Ali: un racconto concreto della famiglia, della comunità e della determinazione che accompagnarono la sua ascesa da campione olimpico a titolare del titolo dei pesi massimi.

Fonti: IndieWire.